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Posts Tagged ‘acqua alta’

Oggi si, è un sabato qualunque, sono libera dal lavoro, il che sembra un piccolo miracolo, ma sto lavorando lo stesso al pc per portarmi avanti, ho fatto la mega lavatrice del sabato o di qualche altro giorno della settimana, i panni non si asciugheranno mail, oggi piove e c’è anche una bella acqua alta che ora sta scendendo e mi consentirà di andare a fare la spesa, rigorosamente senza lista così da acquistare cose a caso e non prendere quelle che mi servono, as usual.

Oggi è un sabato qualunque e domani lavorerò, sarà una domenica impegnativa, pioggia, acqua alta, bora, Venice Marathon (poveracci, 40km di corsa con tutte le avversità meteorologiche che possano co-esistere) e clienti supervip che vogliono una visita briosa, interessante, che li acculturi nella metà del tempo necessario per svolgerla al meglio… Bene!

Nella canzonetta dalla quale ho tratto il titolo di questo post si prosegue dicendo “il peggio sembra essere passato” ma io, non ne sono molto sicura, il periodo storico che stiamo vivendo facile non è, e molto spesso le frustrazioni sono più numerose e profonde delle soddisfazioni, molte domande e poche risposte, e di quelle poche, pochissime sono accettabili o quantomeno plausibili.

Che si fa? Si va avanti oppure si da una bella scossa a tutto cambiando rotta? Il plenilunio non mi aiuterà di certo in questa manovra, rischierei di perdermi e allora resto qui, ancorata al porto sicuro di quelle quattro sicurezze che ho, ancorata al sorriso di chi mi sta accanto, incollata a chi non vorrei esser così lontana.

Non piove più, l’acqua si sta completamente ritirando, le finestre si aprono per cercare un po’ di luce, ma da stanotte cambierà anche l’ora e il buio prenderà il sopravvento prima, le sere saranno lunghe da digerire, ma va così, anno dopo anno.

Sono un po’ inquieta in questo sabato qualunque, andrò al supermercato, almeno sono sicura che non ne uscirò presto, lo so, è una terapia urto per gli orsi come me, che d’autunno andrebbero volentieri in letargo per spuntare a primavera pieni di forze e curiosità!

Grande amico Enrico che ha recuperato un video che avevo supervoglia di vedere ed ascoltare, ve lo posto, così magari, con la gambetta che si muove su e giù, ci sarà una marcia in più!!!

Vostra I.

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…Singhiozzi lunghi
dai violini
dell’autunno

mordono il cuore
con monotono
languore.

Verlaine, Canzone D’autunno

Eh si è arrivato l’autunno, pallidissimo sole stamattina, le prime sirene dell’acqua alta annunciano che è finita l’estate, lo scirocco rende la giornata calda e appiccicosa, suonano le campane di San Marziale e io dovrei iniziare a studiare.

Ormai è ottobre, tra poco potrò festeggiare i tredici anni che abito in questa città, in quest’isola benedetta, in questo angolo di paradiso che a volte ricorda tanto i gironi dell’inferno per intasamento e stupidità, ma che amo profondamente, per tutto quello che mi ha dato e che mi darà. Il cuore è leggero a Venezia, anche quando c’è un tasso d’umidità pari all’India e le gambe non vanno avanti, la sottile linea tra felicità e malinconia a volte è talmente sottile da non mostrarsi e da lasciar credere che siano lo stesso sentimento, forse lo è in effetti, ma non crogioliamoci troppo in questo spirito romantico alla Ruskin, Venezia è collirio per l’occhio stanco, è panacea universale per tutti i mali.

Oggi l’aria è immobile, il cielo è immobile e per empatia lo sono anche io, sento ogni tanto un refolo d’aria che entra nella mia stanza caotica, sento le chiacchere in lontananza e l’acqua che sale per far vedere chi comanda in questo luogo di pietra e marmo, non mi va molto di parlare oggi, voglio solo leggere ed essere leggera anche se ho un groppo in gola che non so mandare giù.

Autunno, benarrivato, accomodati sul divano, stai al caldo sotto la coperta a leggere un buon libro bevendo una tazza di thè col latte (a me piace cosi, thè nero e latte), ascolta il silenzio per trovarci la miglior conversazione di sempre, sorridi e osserva gli occhi degli innamorati che hanno sempre quella luce lì dentro…

à bientot, j’espere…

Vostra I.

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