Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘arte’

Giovani maria Mataloni brevetto Auer 1895

Dopo anni… la collezione Salce è ammirabile ogni giorno a Treviso, al Museo omonimo in via Carlo Alberto.

Imperdibile la prima di tre mostre dedicate alla Belle époque e alle Secessioni di fine Ottocento e inizi Novecento.

La pubblicità, ormai sempre più spesso colpita dal male di “vivere” e creare della società senza immaginazione che possiede tutto, ritorna ad essere protagonista grazie a Nando Salce, l’appassionato collezionista di tutte queste affiches che illuminano le immacolate pareti bianche del palazzetto.

Facciamo un passo indietro, chi è Salce?

Il ragionier Ferdinando Salce, detto Nando, nato a Treviso nel 1877, maturò ben presto un’incontenibile passione per le affiches e, grazie all’agiata condizione economica della famiglia, poté dedicarsi all’attività collezionistica in modo pressoché totalizzante. Ancora ragazzo acquistò, quale pezzo d’esordio, il celeberrimo Incandescenza a gas Auer, realizzato da Giovanni Maria Mataloni nel 1895: l’aneddotica intorno all’accattivante voluttà del soggetto si è a dir poco sprecata nelle cronache biografiche pubblicate negli anni; con testamento del 26 aprile 1962 Nando Salce così determinava le sorti della sua straordinaria raccolta: Lego allo Stato italiano, rappresentato dal Ministero della Pubblica Istruzione la mia collezione di manifesti pubblicitari raccolti durante un settantennio esistenti tutti e soltanto nei solai della mia casa in Borgo Mazzini 48, in Treviso, della quale collezione  molti giornali, riviste e mostre hanno rilevato l’importanza per la storia degli stili e degli artisti e per le evoluzioni degli usi e costumi della collettività e ciò perché serva in scuole e accademie preferibilmente locali o del Veneto, a studio e conoscenza di studenti, praticanti e amatori delle arti grafiche.
La corposa Collezione – 24.580 i pezzi allora inventariati –  venne mantenuta in Treviso e la scelta del MIBACT, attraverso il nuovo Museo nazionale Collezione Salce, è quella di ribadire il legame della Collezione con la città, in memoria dell’appassionato collezionista.

L’interesse nei manifesti pubblicitari era in effetti una moda condivisa alla fine dell’800, Un’epoca in cui, come ebbe a dire il grande Marcello Dudovich, “non si poteva non avere fiducia
nell’avvenire
”, e grandi illustratori e caricaturisti spesso disegnavano queste “pubblicità” da appendere lungo i boulevard parigini in cambio di notorietà e ovviamente di uno stipendio, spesso più importante che quello di pittore per il quale erano andati in Francia. D’altronde la Belle-époque è un periodo storico che raccoglie tutte le arti e sintetizza un momento storico vivacissimo e innovativo su tuti i fronti. Nato in Francia appunto, si sviluppa ben presto in tutta Europa, e si caratterizza anche per le grandi trasformazioni urbane e di costume, dalle esposizioni universali, Eiffel e Covent Garden, l’architettura del ferro e del vetro, la moda, l’elettricità, l’assenzio ed il teatro, il cabaret e la letteratura.

Tutto viene smosso da una ventata di possibilità e ottimismo, nonostante le enormi disuguaglianze sociali le città si illuminarono e fiorirono, e questi manifesti fecero sognare tutti, da chi poté  a chi rimanendo incollato ad uno sguardo “incandescente” ne rimase letteralmente folgorato!

Fino al 24 settembre

Vostra Incandescente I.

 

Annunci

Read Full Post »

Man Ray, Le viòlon d’Ingrès, Collezione privata, Svizzera, ©Man Ray Trust by SIAE 2014

Man Ray, Le viòlon d'Ingrès, Collezione privata, Svizzera, ©Man Ray Trust by SIAE 2014

Dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015, a Villa Manin, Codroipo, Udine, ci sarà una splendida mostra con 250 opere frutto del suo genio!

MMM Non vedo l’ora di perdermi in Villa…

Vostra I.

Read Full Post »

Il sole, la luce, i fiori e il mare...

1896, Sorolla y Bastida, Cucendo la vela.

“Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
verità, non prestarmi troppa attenzione.
serietà, sii magnanima con me.
sopporta, mistero dell’esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico.
non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
chiedo scusa a tutti se non posso essere ognuno e ognuna.
so che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere…”

(Wislawa Szymborska)

Read Full Post »

E tra poco a Venezia arriva Lei...

Quando, nel caffè dei Deux-Magots, aveva notato Dora Maar, una bruna molto avvenente, Picasso aveva cinquantaquattro anni e un ciuffo beffardo sulla fronte…

Dall’8 marzo al 14 luglio 2014
Palazzo Fortuny, Venezia

Read Full Post »

Scuola Grande di San Marco, vale davvero la pena una visita!

Scuola Grande di San Marco in Campo SS Giovanni e Paolo, particolare del soffitto ligneo del 1495 eseguito da Pietro e Biagio di Faenza. Le sale del Capitolo e dell’Albergo sono aperte dal Martedì al Sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 14.00 alle 17.00.

Read Full Post »

L’arte scongelata

I grandi capolavori del simbolismo, manierismo, paesaggismo, romanticismo e neoclassicismo diventano animati. Il progetto di Rino Stefano Tagliaferro trasforma i gesti “congelati” dei dipinti in animazioni digitali.

Read Full Post »

Rudolf Stingel a Palazzo Grassi, un labirinto dell’anima e una visione in argento della Laguna.

L’emozione che si prova ad entrare a Palazzo Grassi completamente foderato di moquette è pari al silenzio che subito diventa percettibile calpestandoli. Rudolf Stingel classe 1956 nella sua personale più importante mai fatta, ha caratterizzato e riempito di se i 5mila metri quadrati di spazio di questo camaleontico spazio d’arte contemporanea veneziano.

I passi sono felpati come si stesse entrando in un tempio e il tono di voce si abbassa per non interrompere quel flusso di coscienza che si è già instaurato tra il visitatore e l’opera d’arte che in questo caso è tutto quello che si ha intorno, ogni punto di vista, corridoio, soffitto e scalinata sono arte, sono Stingel.

Palazzo Grassi Stingel

Palazzo Grassi Stingel

La mostra si potrebbe suddividere in tre tempi, nei tempi delle sensazioni dell’artista, si inizia con il grande androne ci accoglie e dopo la sorpresa iniziale e lo smarrimento, eccolo l’autoritratto, seminascosto dell’artista, su una parete buia, di certo non notabile, il suo interesse infondo non è quello di riconoscere l’artista dal suo viso ma dalla sua opera, muta e presente, viva e silenziosa come una Sfinge che pone i suoi indovinelli. Si sale, il percorso non è obbligato, si va dove la curiosità ci trascina, il kilim o meglio la copia di un kilim stampata su una moquette è ovunque, e le tele del secondo piano sono astratte, una dedica o meglio un omaggio a Fontana che negli anni sessanta dipinse delle tele argentee come il chiaro di luna che si specchia sul Canal Grande e le espose proprio a Palazzo Grassi che all’epoca era il centro internazionale delle arti e del tessuto diretto da Franco Marinotti e in particolare la mostra Arte e contemplazione del 1961 in cui Lucio Fontana propose per la prima volta il ciclo delle sue Venezie , evocando la laguna e i colori della città.

La luna e l’inconscio, come scrive la curatrice della mostra Elena Geuna, un rapporto intimo tra la città che lo ospita, i tessuti e i ricordi che questa città lascia anche quando si è lontani. Riflessi, emozioni, ricordi questo è l’astratto di quei trittici, di quella musica che sprigionano quelle tele monocrome. E si passeggia osservando il tutto uguale del labirintico allestimento che imita nell’imperfezione delle linee il movimento dell’isola, il suo non equilibrio. Salendo l’atmosfera si fa ancora più densa, ci aspetta la parte iconografica, copie di fotografie di statue lignee che hanno colpito gli occhi e l’interesse artistico dell’artista più che la loro simbologia religiosa. Statue quattrocentesche, chiaro scuri forti, attimi di trascendenza e immagini quasi grottesche che ci avvicinano all’estetica, che ci avvicinano a ciò che ci colpisce e che vogliamo scolpire nella memoria. Straordinario è al secondo piano, il ritratto ricordo che Stingel fa del suo amico, l’artista austriaco Franz West, mancato a luglio 2012, compagno di Biennale e di vita artistica, la sua immagine sta li, nel posto d’onore quello che solitamente viene “usato” dal protagonista della mostra e che invece messo qui dona un messaggio buono e malinconico sull’amicizia nel mondo dell’arte.

Palazzo Grassi è uno spazio malleabile, si trasforma al volere degli artisti e dei curatori ma mai mostra cedimenti o perdita di personalità e questo lo rende magico e camaleontico, i tappetti, il ricordo e la cultura mitteleuropea di Stingel si incontrano con la tradizione veneziana dei mercanti e del vezzo di appendere fuori dalle finestre i loro tappeti acquistati nel Medio oriente così ricco e per questo così prezioso. Con questa monografica abbiamo l’opportunità di passeggiare su un’opera d’arte di toccarla, di sentire e ascoltare i nostri passi ed i nostri pensieri, e di fermarci per quanto tempo vogliamo per seguire quelle linee sul tappeto che potrebbero diventare ipnotiche!

Vostra I.

Read Full Post »

Older Posts »

Ideeintavola

Tutti a tavola con creatività!

Copper Beech School

Seasons, waves, poetry, sliding-panels and heroines

Il nuovo mondo di Galatea

Diario ironico dal mitico nordest

Blog di Pina Bertoli

Letture, riflessioni sull'arte, sulla musica.

minima & moralia

un blog culturale di minimum fax [versione beta]

Pensieri lib(e)ri

"Così ho messo tutto a posto. Sulla pagina, almeno. Dentro di me tutto resta come prima." I. Calvino

Meraviglie Museali

I piccoli meravigliosi Musei di Venezia

La Leggenda di Natale

Sesta Edizione

Ci Vediamo Quando Le Nuvole Tornano a Casa

Scritto, diretto e montato da Gibo

Scrapbook.

Since 2007.