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Posts Tagged ‘autunno’

Man Ray, Le viòlon d’Ingrès, Collezione privata, Svizzera, ©Man Ray Trust by SIAE 2014

Man Ray, Le viòlon d'Ingrès, Collezione privata, Svizzera, ©Man Ray Trust by SIAE 2014

Dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015, a Villa Manin, Codroipo, Udine, ci sarà una splendida mostra con 250 opere frutto del suo genio!

MMM Non vedo l’ora di perdermi in Villa…

Vostra I.

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Oggi si, è un sabato qualunque, sono libera dal lavoro, il che sembra un piccolo miracolo, ma sto lavorando lo stesso al pc per portarmi avanti, ho fatto la mega lavatrice del sabato o di qualche altro giorno della settimana, i panni non si asciugheranno mail, oggi piove e c’è anche una bella acqua alta che ora sta scendendo e mi consentirà di andare a fare la spesa, rigorosamente senza lista così da acquistare cose a caso e non prendere quelle che mi servono, as usual.

Oggi è un sabato qualunque e domani lavorerò, sarà una domenica impegnativa, pioggia, acqua alta, bora, Venice Marathon (poveracci, 40km di corsa con tutte le avversità meteorologiche che possano co-esistere) e clienti supervip che vogliono una visita briosa, interessante, che li acculturi nella metà del tempo necessario per svolgerla al meglio… Bene!

Nella canzonetta dalla quale ho tratto il titolo di questo post si prosegue dicendo “il peggio sembra essere passato” ma io, non ne sono molto sicura, il periodo storico che stiamo vivendo facile non è, e molto spesso le frustrazioni sono più numerose e profonde delle soddisfazioni, molte domande e poche risposte, e di quelle poche, pochissime sono accettabili o quantomeno plausibili.

Che si fa? Si va avanti oppure si da una bella scossa a tutto cambiando rotta? Il plenilunio non mi aiuterà di certo in questa manovra, rischierei di perdermi e allora resto qui, ancorata al porto sicuro di quelle quattro sicurezze che ho, ancorata al sorriso di chi mi sta accanto, incollata a chi non vorrei esser così lontana.

Non piove più, l’acqua si sta completamente ritirando, le finestre si aprono per cercare un po’ di luce, ma da stanotte cambierà anche l’ora e il buio prenderà il sopravvento prima, le sere saranno lunghe da digerire, ma va così, anno dopo anno.

Sono un po’ inquieta in questo sabato qualunque, andrò al supermercato, almeno sono sicura che non ne uscirò presto, lo so, è una terapia urto per gli orsi come me, che d’autunno andrebbero volentieri in letargo per spuntare a primavera pieni di forze e curiosità!

Grande amico Enrico che ha recuperato un video che avevo supervoglia di vedere ed ascoltare, ve lo posto, così magari, con la gambetta che si muove su e giù, ci sarà una marcia in più!!!

Vostra I.

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Un albero davanti a casa tua

Un albero davanti a casa tua.

Avvolta in nuvole di sigaretta ripenso ai corrimano che ho toccato oggi, alle scale che ho disceso e salito, agli occhi che ho incontrato e alle parole che ho usato. Ogni giorno diciamo, facciamo, guardiamo, alla sera si dimentica e domani si ricomincia, a volte pieni d’energia, a volte senza forza eppure si ricomincia e si ricorda.

Seduta a tavola guardo un film e non lo vedo realmente, vedo me camminare su quel lungofiume, con quelle luci e quelle insicurezze che tagliano la faccia e irrigidiscono le gambe, sono io che coi miei pensieri penso a ciò che sta fuori e forse tutto quello che mi circonda è in me e si riconosce in ogni attimo che vivo.

Oggi va così, con tutti i cambiamenti che ho in testa, forse non radicali ma sinonimi di quello che sono già, parole aggraziate che scivolano sulla carta e mutano, come i fiori del video di Philip Glass Morning Passages che sto ascoltando e volevo mettere in questo mio blog (ma la tecnologia mi è avversa stasera), essi fioriscono e ci regalano la loro bellezza per un attimo, quel momento in cui è consentito stare in silenzio ed ammirare senza commenti, senza una parola di troppo.

Vorrei molte cose, vorrei stare in silenzio e goderlo al posto di sentire che è solo uno spazio da riempire, vorrei stare tranquilla senza preoccupazioni, in uno stato di miracolosa calma che mi farebbe sentire felice.

Sono solo parole confuse quelle di stasera lo so, nulla di ironico o divertente, nulla di triste o arrabbiato, solo una ragazza che stasera si sente come un’equilibrista sulla fune, non ha paura, sa che mal che vada sotto c’è la rete, ma di cadere non ne vuol sapere e allora sguardo fisso avanti, spalle fiere, e vi dirò come andrà…

Vostra I.

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…Singhiozzi lunghi
dai violini
dell’autunno

mordono il cuore
con monotono
languore.

Verlaine, Canzone D’autunno

Eh si è arrivato l’autunno, pallidissimo sole stamattina, le prime sirene dell’acqua alta annunciano che è finita l’estate, lo scirocco rende la giornata calda e appiccicosa, suonano le campane di San Marziale e io dovrei iniziare a studiare.

Ormai è ottobre, tra poco potrò festeggiare i tredici anni che abito in questa città, in quest’isola benedetta, in questo angolo di paradiso che a volte ricorda tanto i gironi dell’inferno per intasamento e stupidità, ma che amo profondamente, per tutto quello che mi ha dato e che mi darà. Il cuore è leggero a Venezia, anche quando c’è un tasso d’umidità pari all’India e le gambe non vanno avanti, la sottile linea tra felicità e malinconia a volte è talmente sottile da non mostrarsi e da lasciar credere che siano lo stesso sentimento, forse lo è in effetti, ma non crogioliamoci troppo in questo spirito romantico alla Ruskin, Venezia è collirio per l’occhio stanco, è panacea universale per tutti i mali.

Oggi l’aria è immobile, il cielo è immobile e per empatia lo sono anche io, sento ogni tanto un refolo d’aria che entra nella mia stanza caotica, sento le chiacchere in lontananza e l’acqua che sale per far vedere chi comanda in questo luogo di pietra e marmo, non mi va molto di parlare oggi, voglio solo leggere ed essere leggera anche se ho un groppo in gola che non so mandare giù.

Autunno, benarrivato, accomodati sul divano, stai al caldo sotto la coperta a leggere un buon libro bevendo una tazza di thè col latte (a me piace cosi, thè nero e latte), ascolta il silenzio per trovarci la miglior conversazione di sempre, sorridi e osserva gli occhi degli innamorati che hanno sempre quella luce lì dentro…

à bientot, j’espere…

Vostra I.

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Impressioni di settembre

Ieri è finita l’estate, oggi ho deciso di farmi la maschera all’argilla come rito propiziatorio per l’autunno… In realtà l’ho fatta perché sto vivendo una seconda adolescenza e mi sto riempiendo di brufoli, la cosa non mi piace… quindi ho preso tempo, valutato la situazione -tragica nella quale era ridotta la mia faccia-, fatto la maschera  e via, ora va meglio, quantomeno posso essere nominata la ragazza dal viso più pulito del mondo (al momento).

Quest’anno l’estate è cominciata tardi e finita presto, faceva freddo a giugno e pure ai primi di settembre, oggi no ma vedendo le previsioni poco incoraggianti ho deciso di mettere via tutte le cosette estive per fare spazio a qualcosa di un po’ più pesante ed ho anche capito che mi toccherà fare un giretto di shopping con le amiche per rimpinguare terribili mancanze nel mio armadio ormai cianotico.

Quest’estate è stata breve ma intensissima, è stata ricca di sorprese, fiori, batticuori, come avrete letto è stata ricca di colazioni e di mare, di ottime conversazioni e pensieri, di telefonate e di rassicuranti presenze, ora cambia la stagione, si ricomincia il lavoro tosto (anche se a dirla tutta io ho ben iniziato il 24 agosto e non mi sono quasi mai fermata), ricominciano gli aperitivi con gli amici e le giornate culturali, i pranzetti alle 16.00 e le coccole sotto il piumone, alla fine su, non è poi male!

Durante questi giorni ho lavorato molto e uscita dal lavoro m’è capitato di imbattermi in scene strampalate, in gruppi paranoici che vagavano in tondo, in grandi osservatori e piccoli esploratori, ma la cosa più agghiacciate che ho visto e davvero, mi sono anche fermata un attimo è stata la scena di un ragazzo in ginocchio davanti alla sua ragazza, perso in un’estasi mistica, stile Santa Teresa, che le allacciava la scarpa mentre lei guardava la vetrina di Diesel…. non commento oltre ma aggiungo che pioveva e l’ombrello ce l’aveva lei sulla sua testa quindi il povero Lancillotto (o Laccillotto) si stava pure bagnando…

C’est la vie…

Passo e chiudo per oggi, ma torno presto eh, e lascio la porta socchiusa….

I.

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