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Posts Tagged ‘cuore crocchettato’

Siamo a metà mese e diciamo che gli eventi si sono susseguiti con una velocità pazzesca… eventi o per meglio dire problemi, perplessità, dubbi, ansie, tutti ottimo pane per i miei denti, tutti ottimi spunti di riflessione e training…

Avere un lavoro e non essere pagati il giusto, avere un piccolo appartamento e non poterselo permettere da sola, preparare progetti intaccabili e non vederli sviluppati, avere un fastidiosissimo dolore fisso in mezzo alle scapole, vivere giorno dopo giorno con un sorriso a trentasei denti anche se l’unica voglia sarebbe quella di mollare tutto e cambiare radicalmente ciò che mi ruota intorno. Che ne so fare un lavoro pagato meglio che mi piace meno, trovare una casina ancora più piccola, senza terrazzo che non mi dia la gioia di dire casa dolce casa, ma questo non ha senso, quel che conta è quel che faccio e quello che vivo, quel che conta sono i sacrifici per stare qui, anche se, al momento io amo una Città completamente demotivata, una città maltrattata.

Quanti vaneggi in questa serata di metà aprile, una serata mite e lunga, come sono stati questi giorni, infiniti e brevissimi, pesanti e solitari, pieni di domande. Ma è giusto farsene così tante? Non sarebbe meglio non porsi il problema e andare avanti anche di fronte all’ignoto domani? Forse si, ma non ce la faccio, non riesco a non chiedermi perchè sia sempre tutto così maledettamente difficile e perchè anche una come me, abituata a starsene per il fatti propri e ad amare la solitudine, ora abbia bisogno di un abbraccio perchè tutto mi sembra troppo grande, troppo lontano, troppo ripido…

Per consolarmi mi sono comperata una camicetta blu a pois e le converse nuove, bianche candide, perchè va detto dopo cinque anni andavano anche rimpiazzate, anche se mi si è crocchettato il cuore a doverle buttare, ma va fatto e dovrei essere capace di tal fermezza anche con molte altre cose, certo è che ci rimango male per le povere scarpine vecchie, figuratevi a impormi davanti a chi nemmeno ti guarda negli occhi.

Facevo colazione stamattina, qui sul mio tavolo tondo con la tazza bianca ed i fiori davanti a me, alla radio c’era una canzone che mi piace molto  e che ho messo anche qui, per voi, e tutto sembrava semplice, diciamo che alla fine un paio di problemi li ho risolti, la mia caldaia meteoropatica sta molto meglio, ora funziona, il dottore ha dovuto fare un’operazione delicata ma poi l’ho sentita rinascere, per quanto riguarda il lavoro qualcosa ho risolto ma credo che la soddisfazione che sento tutta intorno mi possa dare una marcia in più per lottare ancora, e poi, per la casina, per spero di poter trovare qualcuno che abbia voglia di condividere con me queste quattro mura per un po’ di tempo, sennò vado in bancarotta!!

Avanti, io voglio vivere qui, io voglio vivere così, facendo quello che faccio, organizzando il mio tempo e ridendo di quel che di divertente c’è in questa vita, as soon as possibile vorrei bere il caffè con qualcuno, ogni mattina.

Per ora Buonanotte, Buone feste, divertitevi, prendete il sole in faccia con gli occhi stretti, regalate qualche abbraccio e mangiatevi un po’ di cioccolata, perchè non sarà quella a far impazzire l’ago della bilancia!

Vostra I.

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Credo capiti un po’ a tutti di cambiare idea, di tornare sui propri passi, di dire accidenti che cazzata che ho fatto, ora rimedierò…Io per prima ci penso spesso, quella volta potevo dire, potevo fare, potevo….ma infondo è andata così, e tutte le grandi (o piccole) scelte vengono fatte con l’istinto di quel momento e nessuno ti può dire che hai fatto bene o no. Il destino è quel che è…e bisogna prenderne atto, ogni giorno. Cosa fatta capo ha, ci si può ripensare, certo, ma forse ripensandoci col senno di poi le soluzioni si trovano perchè si sa già quel che è successo, no?

Io di natura sono molto testarda, chi mi conosce bene già lo sa, che se mi fisso su qualcosa non c’è ragione che tenga, ai miei occhi e al mio cuore interessa solo andare avanti, non accontentarsi di facili supposizioni e ancora andare avanti, anche quando le porte ti si chiudono in faccia senza via di scampo, crocchettando il cuore e lasciando un freddo senso di impotenza. Non sopporto le fughe, non le ho mai sopportate.

Nello sconforto mi do delle mazzate colossali per cercare di non ferire gli altri, almeno ci provo con tutta me stessa, non ho mai preteso d’esser perfetta e poi, si sa, quando si parla di sentimenti la perfezione è sinonimo di instabilità emotiva! Siamo imperfetti e -cielo- ne son felice. Siamo imperfetti nei modi, nella scelta delle parole che sanno fare male e anche in quelle che fanno bene, siamo imperfetti negli abbracci, siamo sempre in cerca del coraggio dell’equilibrista, siamo su quel filo costantemente, la paura di cadere è sempre presente, esattamente come l’ebrezza di arrivare dall’altra parte e dimostrare la nostra grandezza.

Ognuno di noi è com’è, punto e basta. Non ci si cambia, non ci si trasforma, ma si muta, perchè il pensiero non se ne sta mai fermo immobile, ha bisogno d’aria per vivere, per trasformarsi e per cambiare. Cambiare idea non è grave, basta che cambiandola, non si condizioni tutto il resto. Cambiare idea è consentito, calpestare i sentimenti no.

Ci vuole coraggio per fare tutto, per chiedere scusa, per trattare le persone che ci circondano con la dovuta dolcezza e col dovuto rispetto, non credo di averlo sempre fatto….ho ferito e son stata ferita a mia volta, ma ancora oggi i pensieri che ho nel cuore son quelli belli, si cresce anche così, giusto?

Io la partita me la gioco, se sento che ne vale la pena me la rigioco…non all’infinito però, c’è un limite a tutto. L’unica cosa che ho imparato fino ad ora, grazie a svariati corsi e ricorsi storici, è che devo badare un po’ più a me, al mio sentire, al mio volere, senza compiacere nè compiacersi, senza nascondersi dietro ad un son fatta così, ma facendo sì che si venga rispettati per la persona imperfetta che si è.

Il ricorso storico ha un perchè, e credo che sia semplicemente la seconda chance, a tutti va data una seconda possibilità, occhio però… le possibilità non sono infinite, anzi…..

La vostra

I.

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