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Posts Tagged ‘freddo’

Non è solo una bella frase…

Be open to what ever comes next

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Una settimana intensa quella passata, sveglia presto, fisioterapia per il mio famoso “tendine” d’Achille esagerato, lavoro, sole e freddo. Questa volta però userò immagini anziché parole per raccontarvela, spero vi piaccia.

Vostra I.

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Archivio di Stato di Venezia

Archivio di Stato di Venezia

Avete presente quelle volte in cui avete voglia di parlare ma non ci sono interlocutori? Quelle giornate in cui lavorate tantissimo e qualcuno scombina tutto? Quella volta che vi siete svegliati canticchiando e andate a dormire mordendo il cuscino stile Animal? Quel momento in cui avete voglia di mettere in sonoro i pensieri ma fanno solo rumore? Bene questa è stata la mia giornata, altissimi e bassissimi, carte mischiate da un prestigiatore cieco, che per sbaglio le fa cadere e se ne perde qualcuna a causa del vento… Oggi la vita è stata dura, confusa, volevo parlare e mi ritrovo a scrivere perchè se va tutto storto è meglio prender il proprio pc sulle ginocchia e metter giù i pensieri..anche perchè egoisticamente qui dico quel che penso e se lo si vuol leggere bene sennò no. Nessun sentimento di dover fare, sentire, consolare, sistemare ma solo leggere…che libertà!

Ho appena sentito una cara amica, lei è forte è brava, è dolce e scriverle mi da gioia perchè è un grandissimo onore averla vicina anche se lontana, grazie Vale.

Buonanotte e se vi va lasciatemi un commento sulla vostra giornata… oggi ventiquattro febbraio…

Vostra I.

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Dopo la ragazza col l’orecchino di perla, la Signora in giallo, la Signorina Rottenmeier, la Signora delle Camelie, compare sul suolo contemporaneo la ragazza col valigino, ossia piccola valigia che contiene un cambio, un pigiamino, la trousse e il carica-batterie BB…. Questo fine settimana ho sfidato sia lo sciopero mega galattico dei mezzi che il super raffreddore cattivo di gennaio per andare dal mio amore, ne è valsa la pena, assolutamente, ma la caratteristica della ragazza col valigino è che torna e va e quando torna vede davanti a se la catasta di cose da fare totalmente accantonate per partire.

Pazienza dico, quel che non ho fatto farò, le dieci email che ho ricevuto riceveranno risposta domani, domani farò tutto quello che è li in stand-by, anche perchè, ed è strano che lo dica io, ma oggi è domenica anche per me! Per una volta mi sono presa un vero week end, uno di quelli senza sveglia, senza ansie, senza connessione…. uno di quei fine settimana da plaid e coccole, di freddo gelido e thè caldo!

La ragazza col valigino si contraddistingue per il passo lungo e ben disteso, morbido causa pelliccetti (altresì detti stivali di pelliccia), borsetta tracolla con tutte le cose che servono nell’immediato e per i biglietti del treno in tasca (che immancabilmente crede di aver perso dopo un secondo dall’acquisto…) la ragazza col valigino è determinata nel prendere quel treno a quell’orario e sedere su quel posto vicino al corridoio e leggere quel plico infinito che si trascina dietro ad ogni microviaggio e che regolarmente non farà, molteplici cause, tra le migliori: vicino con enorme giornale, telefonata con mamma sua o costrizione di ascolto di altra telefonata con mamma/nonna/fidanzata/amante/ qualcosa, freddo polare e quindi guanti che non aiutano nel tenere fogli, e nella peggiore delle ipotesi vicino/a logorroica…

Anche per questo fine settimana il viaggio è stato bello, caotico all’andata e romantico al ritorno, rilassante e si, ce n’era bisogno per ricominciare domani un’altra settimana all’insegna delle riunioni, cambi, sistemazioni varie, mostre, bimbi e meno bimbi…. domande assurde e occhi sgranati, piedi infreddoliti…ma cuore caldo.

Buona fredda notte, la bora soffia qui fuori, Venezia è limpida e anche io.

Vostra I.

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Giorni freddi. Tantissime cose da fare, organizzare, ordinare, cancellare e ripartire. La caldaia fa le bizze come al solito, la tv non funzionava ed ora è sintonizzata su un filmetto poco ispirato e un po’ impomatato.

Facciamo ogni giorno tante cose, si parla con tanta gente, si sorride, si morde un panino al bar, si beve un caffè veloce e si riparte di nuovo per nuovi occhi da guardare e nuove storie da raccontare, e poi via, andata e ritorno a casa, quella bella, piccola casa in alto, dove se soffia il vento lo senti anche a letto causa pareti troppo fine, dove il sole illumina le piante e sì domani arriverà la pioggia a lavar via l’estate e a prepararci per l’inverno, un’altra volta.

Mi chiedevo, quante volte rincorriamo sogni, idee, desideri che poi sfuggono e vengono riciclati con altri sogni, idee e desideri che al momento sembrano così importanti e poi che succede? Ormai c’è un turn-over anche di quelli? Dopo un po’ scadono e vanno in prescrizione? Non lo so, a volte vorrei non averne, li si insegue per un tempo infinito e poi, chissà come, sfuggono, volano via, o si distruggono, si infrangono e si torna a casa, sempre un po’ ammaccati, ma pur sempre vivi.

Si vuole star soli e poi si soffre di solitudine, si vuole lavorare e poi si è soffocati dalle carte/mail, si vogliono i capelli lunghi e poi non si sopportano i nodi, si vorrebbe essere le più belle del reame e poi c’è lo specchio che ci fa tornare sulla terra! Si disprezzano cose che poi si amano, ci incuriosiscono situazioni che poi diventano normali, quello che mai… diventa quello che forse…

Quante cose ancora non conosco di me, quante cose ancora non so di tutti coloro che mi circondano, quanti misteri straordinari ho ancora da scoprire, quante cose che oggi non so diventeranno conosciute e risapute domani…

Post confuso, parole in libertà…il famoso stream of consciousness…

Buonanotte

Vostra I.

 

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Che dire, oggi è il primo di dicembre e fa freddo, che ovvietà penserete, certo, per me e per voi si, forse abituati da mamme troppo apprensive che ci coprivano come palombari prima di uscire di casa e dalle frasi che tuttora sento spesso, per esempio “ma la maglia di lana l’hai messa?”. Certo che l’ho messa, rispondo, conscia del fatto che facendo freddo è meglio mettere qualcosa che tenga caldo… A me non sembra un discorso senza senso alcuno, ma a quanto pare la moda mi da contro, proponendo calzini di cotone anche a dicembre e maglioni grossi e morbidi ma con le maniche corte quando fuori nevica.

Allora come ogni donna che si rispetti la temperatura dei miei piedi è pari a quella dell’Artico e se d’inverno non mi metto sciarpa-guanti-berretto-cappotto-moonboot mi iberno e resto li fino a primavera col primo sole, quindi viene da se che il cotone per uscire non lo metterò e men che meno le maniche corte, no!

Io d’inverno ho freddo, accidenti a voi che decidete senza chiedere cosa dobbiamo metterci, accidenti alle felpe senza “felpa” all’interno, accidenti ai guanti senza dita (utilissimi per fumare certo, ma che freddo alle dita), accidenti a tutto ciò che tiene freddo e non caldo e che per scongelarti poi ti ci vuole un ettolitro di cioccolata calda con panna e biscottino, maledetti caldo-cotone e fresco-lana, voglio un maglione caldo e dei calzini di lana grossi da mettere mentre leggo a casa sotto il mio piumone, che è morbido e caldissimo, mentre cammino in mezzo all’acqua alta e con gli stivali non sento più le dita, è chiedere troppo?

Certo, una cosa non mi manca degli anni in cui mamma mi vestiva da palombaro, cosa? I maglioni a collo alto che pizzicavano un sacco e il mitico panno di lana caldo quando mettevi il Vicks Vaporup….che momenti mentolati!

Ve lo ricordate?

Ahh Memories…

Vostra congelatissima I.

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