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Posts Tagged ‘Museo Fortuny’

Storie di Donne per le donne al Museo Fortuny

Anne-Karin Furunes con Shadows, ombre, è una delle artiste invitate a casa di Mariano ed Henriette Fortuny per questa interessante Primavera. Questa artista utilizza foto d’archivio di volti anonimi per indagare sulla personalità e l’identità della persona, ricercando negli sbiaditi tratti fotografici labili tracce di vite dimenticate e personalità sfuggite al registro della storia, questa volta le protagoniste sono le lavoranti della manifattura di Palazzo degli Orfei, a Venezia. Fino al 14 Luglio @Museo Fortuny

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E tra poco a Venezia arriva Lei...

Quando, nel caffè dei Deux-Magots, aveva notato Dora Maar, una bruna molto avvenente, Picasso aveva cinquantaquattro anni e un ciuffo beffardo sulla fronte…

Dall’8 marzo al 14 luglio 2014
Palazzo Fortuny, Venezia

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Venezia is blooming, sta fiorendo, la primavera è iniziata e le giornate si sono allungate, anche se piove tantissimo, in giro è tutto un pullulare di nuove mostre, aperture e iniziative da non perdere per chi, come me ama l’arte e la vuole vivere nella città più bella del mondo. Vi farò una carrellata molto semplice di cosa c’è da vedere in questo aprile di tante feste e vacanze, mi auguro che qualcosa faccia al caso vostro!

Iniziamo così, in modo pacato e disteso: www.beniculturali.it potrete trovare tutte le informazioni sulla settimana della cultura dal 14 al 21 aprile 2012.

Proseguo poi con la croce e delizia della mia vita: www.visitmuve.it il sito dei Musei Civici di Venezia, qui ci sono le informazioni su prezzi e mostre, vi suggerisco Palazzo Fortuny che propone con “Primavera al Fortuny” due mostre assolutamente eterogenee e per tutti i gusti, al piano terra “Avere una bella cera” le spaventevoli eppur straordinarie maschere di cera, una raccolta ampia ed articolata di queste sculture straordinarie, nate come maschere funerarie, usate anche per rendere omaggio a vari feretri dogali, sono diventate via via sia una moda che un’occasione di studio per le teorie di antropologia criminale così in voga alla fine dell’Ottocento. Ai piani superiori invece moda, abiti e la straordinaria intuizione della prima “fashion editor” che si ricordi, Diana Vreeland after Diana Vreeland, il suo gusto impeccabile, l’originalità ed il gioco delle combinazioni visto con gli occhi di una donna che ha mutato per sempre il modo di scrivere e proporre la moda nel XX° secolo. Curiosa, ricca, stravagante è stata direttrice di Harper’s Bazaar e Vogue, ha suggerito con la sua rubrica why don’t you milioni di giovani e meno giovani ad osare per essere uniche e stravaganti, ha cercato di fare del bello e dell’accessorio un must da non sottovalutare! Allestimento superbo per un personaggio di rara eleganza. Giusto per essere un po’ International vi suggerisco questo link del The NY magazine!

E un consiglio direttamente dalle note della sua rubrica Why don’t you su Bazaar di questa icona di stile: “Why don’t you … paint a map of the world on all four walls of your boys’ nursery so they won’t grow up with a provincial point of view?“…

Giuditta, Gustav Klimt @ Museo Correr

Giuditta, Gustav Klimt @ Museo Correr

 

Nel sito dei Musei Civici troverete anche una sessione dedicata alla Mostra su Klimt al Museo Corre fino a luglio. Grande maestro, conosciutissimo ed apprezzato per la sua magistrale capacità di fondere la foglia ora, la nuova corrente secessionista e la bellezza del mosaico l’oriente pur essendo viennese di nascita, Gustav Klimt resta nell’immaginario un pittore/decoratore per eccellenza nella Storia dell’arte moderna. Le sue Giuditte, messe a confronto, una davanti all’altra, di una bellezza eterea e ricca di nouvelle epoque, si guardano senza dirsi una parola.

Legato a Klimt e alla Secessione “Spirito Klimtiano” vengono presentati il grande maestro Zecchin e la “Primavera” di Galileo Chini a Cà Pesaro. Esposizione de “Le mille ed una notte” le tele dell’artista muranese vennero realizzate nel 1914 per decorare la sala da pranzo del veneziano Hotel Terminus. Il ciclo, in seguito smembrato, è oggi considerato uno massimi capolavori del Liberty a Venezia; sei tele delle dodici scene conosciute sono conservate proprio a Ca’ Pesaro ed esposte per l’occasione.

Chini e Zecchin, pur notevolmente differenti per cultura, stile e livello di fortuna critica, in questi due cicli coevi, reagiscono simultaneamente allo stimolo prodotto dalle ventidue opere esposte da Klimt alla IX Esposizione della Biennale.

Se invece siete appassionati di disegni e bozzetti preparatori di squisita bellezza non potete non visitare Palazzo Grimani www.palazzogrimani.org  e la sua mostra “Il quaderno veneziano” sui disegni del grande Canaletto. La mostra indaga il modus operandi dell’artista, definendone la concreta operatività   nella fase di costruzione grafica e stabilisce il ruolo svolto dalla camera ottica nell’ideazione e realizzazione  delle vedute di Venezia. Li definirei emozionanti quei piccoli fogli di carta con immagini appena abbozzate che diventeranno i grandiosi capolavori acquistati in tutto il mondo, il maestro Canal ha saputo fermare l’attimo, un fotografo ante-litteram per darci scorci e vita che rendono da sempre Venezia una città da vedere, osservare ed amare.

Sabato andrò a vedere Madame Fisscher…quel pazzo di Urs Fischer con cosa ci stupirà?? Ve lo racconterò!

Vostra I.

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Diana Vreeland after Diana Vreeland @ Museo Fortuny

Diana Vreeland after Diana Vreeland @ Museo Fortuny

Klimt, Particolare del fregio di Beethoven

Klimt, Particolare del fregio di Beethoven @ Museo Correr

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