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Santa is coming to town!

Anche questo tremendo 2013 sta volgendo alla fine (alleluja), dopo aver pulito la casetta, sistemato varie ed eventuali al lavoro (ma mi seguirà ovnque andrò, lo so) e aver baciato e abbracciato le persone che più adoro, preparo la valigina ed il mio vagabondaggio natalizio, che abbia preso tutto? Sicuramente no, lo so già di principio… ma non importa. Vi auguro una fine d’anno piena di biscotti, libri, gatti morbidoni e vi auguro di trascorrere queste feste con chi amate!

E speriamo che il 2014 sia un anno di cambiamenti, belli, importanti, sinceri, leggeri…

Vostra I.

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Tornando a casa dopo una giornata di lavoro non particolarmente felice, consideravo che dovrei: fare la spesa, iniziare ad emozionarmi perchè è quasi natale, gioire delle bellissime giornate che questo dicembre frizzante e luminoso ci stà regalando, comprare l’ovatta per confezionare i regalini che mi ero messa in testa di fare, scrivere i biglietti (ormai siamo davvero old fashioned noi che lo facciamo ancora), organizzare le mie prossime giornate ottimizzando tempo/soldi/energie/dentista e molto altro… ed invece mi son trovata lì, a guardarmi dall’altra parte della calle come una novella Zeno Corsini, piena di domande, di inettitudine e di sigarette.

Questo -22 a Natale non mi mette l’euforia, non mi sembra nemmeno sia così vicino, la testa è impegnata in altro, lavora per trovare risposte, sicurezza, cura, tranquillità, e non riesce a trovar il tempo per lo svago, per il dolce far niente. I problemi ci sono, i pensieri a casa anche, e pesano come macigni così grossi da atterrarmi a letto la notte e farmi dormire come al solito qualche ora.

Certo in un tutto questo trascorro ore leggere chiacchierando, giocando con la piccola Ella e facendo qualche esperimento culinario e osando fare quello che ormai è un delitto senza eguali, mangio carboidrati! Lo sto sbandierando ai quattro venti, ho alzato il sipario sul male del nostro tempo, sul temibile Pane. Lo scrivo anche con la maiuscola, vista la sua importanza, la bellezza e la bontà di questo alimento. Il Pane. Terribile avversario di diete, pancette, pranzi veloci, antagonista della vita sana per forza, della bellezza del corpo asciutto, del “sebellavuoiapparireunpodevisoffrire” al quale non aggiungerò un hashtag perchè mi sembrerebbe demente! Si è diventati divoratori di frasette, ci si trasforma in riciclatori di parole come se si vivesse in un mondo dove non può essere ricordata più di una parola chiave, ma poi il pane no. Il pane fa male. E vivere attraverso gli schermi non fa male? La nostra è sempre più una società che bada all’esserci più che al perchè c’ero e questo svuota anche gli animi più forti, è come tornare alle elementari e ai bigliettini e dimenticarsi di chiedere come stai? Ma non di chiederlo all’anglosassone, come frase precompilata, di chiederlo perchè si ha il più puro desiderio di sapere la risposta.

Ovviamente il pane è una piccola metafora casareccia per moltissime cose che accadono nella mia vita e nel mondo che mi circonda, dall’ambito culturale a quello di certe esternazioni politiche, dalla signora bionda [Ibidem] a bellicapelli [elettricista] ai quali dedico una frase molto radical chic di una bellissima ragazza, che ahinoi perdette la sua testa dorata ” Se non hanno pane, che mangino brioches”!

Vostra Panificatrice I.

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Il video la dice lunga, I’m late, no time so say goodbye, I’ m late!Accidenti, tra dieci giorni ci sarà la Vigilia di Natale e al momento ho due regalini presi, una lunga lista da completare, i biglietti da fare e organizzare quando vedere i miei amici per consegnare doni e abbracci… Ma come si fa dico io ad essere così in ritardo?

La settimana scorsa ho preso carta, nastri, pannolenci, colla e solo oggi mi sono resa conto che il tempo stringe ed io sono ancora qui, oggi in pigiama, che guardo atterrita le cose da fare e la pioggia che scende tranquilla e placida.

Certo, ora che ci penso bevendo il mio caffè, ho trascorso due serate a fare origami che non hanno portato a nulla tranne che a bizzarre strutture de-costruttiviste degne di Frank Gehry, perchè? La carta da stampante non va bene per fare origami e su questo direte non c’era dubbio, beh ora è testato…Non va bene perchè troppo molla per fare un albero di natale a tre strati…Vi metto il video, prendete la carta giusta però!

Dopo aver prodotto un Albero di Natale mollocchio, sono ovviamente stata al lavoro, Palazzo e ufficio, al telefono e sconsolata sul divano, quindi si, ho perso tempo, non ho scusanti, ho perso tempo e basta! Oggi però potrei anche riportarmi ad una buona posizione della griglia delle cose da fare, potrei anche andare a prendere una modesta parte dei doni che mi mancano, potrei andare a fare la spesa perchè il frigo/dispensa fanno lo stesso rumore di quando la pancia è vuota e potrei anche iniziare i biglietti… Ce la farò? Sinceramente non lo so, ma è pur sempre il mio free-day quindi lo dovrei utilizzare come meglio credo, o no?

Window Stickers, Stars Christmas Tree

Window Stickers, Stars Christmas Tree

Ma voi l’albero lo avete fatto? A casa mia non ci sta l’albero, ecco perchè ho ben pensato di mettere lo sticker sulla finestra, e di attaccare gli addobbi alle finestre e le lucine in cucina, beh diciamo che la casetta bella è diventata tutta un albero…. Mi piace il Natale, sono che quest’anno lo sento poco, sarà il tempo forse, forse troppi pensieri che si accartocciano per concretizzare il fatto che siamo a metà dicembre ed un altro anno è finito…beh per la sintesi anno trascorso ci sentiamo la prossima volta, per oggi relax e shopping natalizio!

Un bacio, vostra I.

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Lo ammetto subito, via il dente via il dolore, io adoro il Natale, lo adoro per le lucine colorate che mi rapiscono gli occhi ed il cuore, non tutte le lucine ovviamente, quelle monocrome, soprattutto bianche a intermittenza, senza suoni o canzoncine, solo semplici lucine che illuminano le fredde notti di dicembre.

Adoro il freddo pungente per poi dimenticarlo dentro casa, coccolata dal tepore accogliente di queste quattro mura e dei pacchettini che aspettano di essere donati senza bisogno di avere qualcosa in cambio, donati per il puro gusto di farlo e scelti con cura rispettando destinatario e ricevente!

Tutto è perfetto, fiocchi, bigliettini, decorazioni e sacchetti, confezionato rigorosamente da me, nella migliore tradizione creativa di famiglia, nulla è lasciato al caso e ne sono felice. Forse penserete che tutto ciò è massivo e commerciale, va bene fatelo! Non me ne preoccupo per la sola ragione che a me piace, mi da tranquillità e l’eccitazione nell’aspettare l’apertura del pacco, il vedere occhi curiosi che scuotono il dono e mani intransigenti che stracciano la carta è fenomenale, davvero, il cuore si alleggerisce e vola in alto.

Forse abitando fuori casa da un bel po’ considero il Natale una coccola che si attende con impazienza, un momento di pausa con chi ami, la possibilità di scatenarmi preparando il tavolo e vestendolo a festa, poter stare seduti per un po’ più che dieci minuti a chiacchierare senza la fretta che ti spinge la schiena, senza pensieri per un paio di giorni.

Non è bellissimo?

Non adoro invece il dover fare per forza (anche di carattere detesto le imposizioni, anzi se mi si impone qualcosa tendo a fare l’esatto opposto…) il dover per gusto di forma, non ha senso alcuno credo, è esattamente come fare un sorriso di circostanza quando si dovrebbe stare seri, come fingere di essere interessati quando si sta pensando totalmente ai fatti propri, avanti su su su un po’ di sincerità e di cuore, si fa quello che si sente, non si forzano le emozioni per far piacere perchè l’effetto è deleterio! Si è quel che si è e si sente quel che si sente, senza sciocche etichette!

Bene ora mi armo di coraggio, sciarpa e berretto e vado a fare le spese…

Un abbraccio natalizio a tutti, dolce come i dolcetti di zenzero….

Vostra I.

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