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Posts Tagged ‘Richard Mosse’

Questa volta ho deciso di scrivere le mie impressioni sulla Biennale d’arte di Venezia molto tardi, siamo già a novembre e l’esposizione finirà il 24, perché? Beh perché molto spesso se ne parla e se ne scrive entro e non oltre i giorni della vernice, i fatidici 4 giorni di follia creativ-mondana che affollano la città, si commenta si distrugge o si osanna qualsiasi cosa in pochissimo tempo quasi per voler dare la nota più sarcastica per primi.

Questa volta non lo farò, anzi non l’ho fatto per alcuni semplici motivi, l’esibizione curata da Gioni è enorme, davvero enciclopedica, ci vorrebbero mesi per osservare con attenzione ogni padiglione, ogni opera ogni spazio dentro e fuori i Giardini e l’Arsenale e questo tempo spesso non lo abbiamo.

Dettaglio Padiglione Nordico

Dettaglio Padiglione Paesi Nordici

Volevo proporvi quindi alcune cose che hanno attirato la mia attenzione per capacità narrativa e spiccata originalità, opere selezionate per meravigliare e lasciare i fruitori a bocca spalancata come fossimo in una wunderkammer, dell’arte come evasione se ne parla già fin troppo, ma che sia veramente così oppure siamo noi a volerla vedere in questo modo? Sono arrivata a considerare molti pezzi come consolazione piuttosto che evasione, come sollievo morale contro le pene della vita moderna e le sue regole piuttosto che come fuga in un mondo diverso e ancora, troppo poche sono quelle opere che cercano di scatenare gli animi, poche sbrogliano la matassa delle sensazioni e una, al Padiglione Gran Bretagna scalda il cuore con una tazza di the caldo al latte!

Magic English, Padiglione Gran Bretagna, Giardini della Biennale

English Magic, Padiglione Gran Bretagna, Giardini della Biennale

Dunque vi propongo un piccolo vademecum per la Biennale Arte last minute con quello che per me va visto, seguito, fotografato e commentato. Prendetevi un week end, attenzione che ne avete ancora due e venite a Venezia, la bassa stagione aiuta a trovare posto dove dormire e via in giro per la città. I Giardini e l’Arsenale sono luoghi splendidi e da visitare sempre e comunque, anche se come dicevo il tempo è poco, riuscirete a vedere più di quanto vi possiate aspettare impegnandovi un po’!

I Padiglioni esterni però non vanno sottovalutati, c’è il mondo che vi aspetta in giro per la città, avrete l’occasione di vedere Palazzi normalmente chiusi al pubblico come il Palazzo Mora con Culture? Mind? Becoming in Strada Nuova (San Felice), enorme e bellissimo, oppure Palazzo Marcello alla fermata del Traghetto di Sant’Angelo con una mostra di straordinario impatto sulla nuova fotografia di guerra, un reportage video sulla Repubblica Democratica del Congo di rara intensità. Richard Mosse con The Enclave rivela una tragedia umanitaria invisibile utilizzando un film di 39 minuti da ricognizione militare andato ormai in disuso, utilizzando colori psichedelici ironizzando su cosa significhi rendere bella una tragedia tramite colori saturi e forti. Mosse dimostra il potere dell’arte contemporanea di rendere manifesto un conflitto impalpabile e dimenticato, cerca quindi di far comprendere il Congo attraverso i suoi occhi e ci penetra con la sua sensibilità.

Non lontano da Palazzo Marcello, in Campo Santo Stefano a Palazzo Lezze si entra in punta di piedi in un salotto straordinario, tappezzerie, divano, poltrona, tavolo, libreria, libri, tutto ricoperto da un pattern meraviglioso, geometrie incredibili che ricordano le mude veneziane in medio oriente, kilim preziosi ed ipnotici, benvenuti a Ornamentation nel Padiglione dell’Azerbaijan, coordinato da Artecommunication, questo angolo di comodità ci racconta una storia suddivisa in sei prospettive artistiche che si collocano tra la tradizione islamica visiva, col suo lascito ornamentale e le influenze moderne. L’artista, Farid Rasulov rende omaggio all’antica via della seta tra Oriente e Occidente raffrontando il Palazzo veneziano ai tradizionali motivi azerbagiani che rivestono l’intera scena. Assolutamente da vedere e consiglio di farsi la foto e mandarla ai coordinatori che ve la pubblicheranno, arte e social ancora una volta uniti per dare linfa nuova all’opera!

Palazzo Mora Culture? Mind? Becoming. Painting a bird, Ye Yongqing.

Palazzo Mora Culture? Mind? Becoming. Painting a bird, Ye Yongqing.

The Enclave di Richard Mosse, Padiglione Irlanda

The Enclave di Richard Mosse, Padiglione Irlanda

Ornamentation, Padiglione Azerbaijan

Ornamentation, Padiglione Azerbaijan

Facciamo così, io vi metto la mia personale fotogallery e vediamo se troverete anche voi interessanti questi artisti, i loro temi, il tratto leggero di Marisa Merz o il tocco sarcastico del pupazzo di McCarthy al Padiglione Centrale dei Giardini, oppure il bellissimo video dello spazio degli Emirati Arabi Uniti, o i mutanti con visi di veneziani di Pavel Althamer, la modella gigante di Charles Ray Fall 91’ del 1992 (Charles Ray è l’artista di Boy with the frog, l’opera che fino ad un anno fa guardava il Bacino di San Marco da Punta della Dogana..)

Charles Ray, Fall 91'. 1992

Charles Ray, Fall 91′. 1992

Padiglione Australia, Simryn Gill, Let Go, Lets Go, 2013

Padiglione Australia, Simryn Gill, Let Go, Lets Go, 2013. Particolare

Padiglione IILA, Arsenale, Particolare

Padiglione IILA, El Atlas del Imperio, Arsenale, Particolare

Details are phantasmagorical scrisse Roland Barthes ed è realmente quello che appare davanti ai nostri occhi guardando l’opera o meglio il gruppo di opere realizzate da Pavel Althamer per la Biennale 2013, facce conosciute o meno su corpi fasciati di muscoli che ci osservano, strizzandosi in espressioni in equilibrio tra il dolore e l’estasi eterna.

Pavel Althamer, Almech 2012

Pavel Althamer, Almech 2012

 

Matt Mullican, Learning from that person's work, 2005

Matt Mullican, Learning from that person’s work, 2005

E indimenticabile resterà la pioggia d’oro nel padiglione russo, Danae  di Tizianesca memoria, e il suo mito, con un Giove così invaghito che pur di averla si trasformò in pioggia d’oro che, durante un temporale piovve sulla torre dov’era rinchiusa e attraversate le pareti di bronzo inzuppò di sé Danae addormentata, fecondandola. La pioggia di monete c’è davvero ed ovviamente sono solo le donne ad esser invitate a passeggiarvi sotto, protette però questa volta da pratici ombrelli trasparenti, mentre dall’alto come su di un matroneo, la gente e i moderni gentleman a cavallo  dell’architrave stanno a guardare…

Gentleman time has come to confess our Rudeness, Lust, Narcissism, Demagoguery, Falsehood, Banality and...

“Gentleman time has come to confess our Rudeness, Lust, Narcissism, Demagoguery, Falsehood, Banality and…”

E io? Non potevi non esserci, un’intrusa nell’opera di Marco Tirelli all’Arsenale.

E io? Non potev0 non esserci, un’intrusa nell’opera di Marco Tirelli all’Arsenale.

Spero che questo piccolo vademecum vi faccia voglia di andare a vedere la più importante, antica e grande esposizione d’arte veneziana. Almeno per dire ci sono stato anche io!

Vi prego solo di una piccola cosa, se vorrete usare le mie foto non c’è alcun problema, vorrei solo che scriveste la provenienza del supporto chiedendomelo! Grazie

Vostra Biennalisticalifragili I.

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