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Posts Tagged ‘svegliatevi bambine’

penultimo tramonto del 2011

Penultimo tramonto del 2011, Jesolo Lido

E siamo a gennaio 2012 (è la prima volta che lo scrivo che emozione), quest’anno finirà il mondo lo sappiamo no? Quindi spero che il Natale appena trascorso sia stato bellissimo e che abbiate festeggiato bene Capodanno, tra poco io festeggerò il mio compleanno e poi via, count down verso dicembre e pufff la fine del mondo!

A dirvela tutta ho già subito e sentito diverse fini del mondo, e anche voi sicuramente, e fatalità il sole è sempre spuntato l’indomani e quindi sono abbastanza a cuor leggero. Il problema vero, quello insormontabile, terribile e pieno di insidie è che per tv continuano a fare film ed animazioni solo d’ammmoreee, io ormai sono grande e quindi mi lascio trasportare fino ad un certo punto dalla fiaba con l’immancabile happy ending, ma povere piccole bimbe che cresceranno come me, sognando romanticismi morbidosi, carezze e baci salva-tutto! Se cresceranno così sarà un D-I-S-A-S-T-R-O!

Non accettate mai mele rosse splendenti, non entrate in luoghi ricoperti di rovi, non esprimete desideri guardando pozzi magici, non fidatevi di specchi parlanti, non chiedete aiuto a degli animaletti chiassosi, cavalli volanti o elfi, mi raccomando… Andate dritte per la vostra strada, se dorata meglio, passo leggero ma spedito, dite sempre quello che sentite o quello che vi ferisce, aprite il cuore e datelo in pasto a questo mondo pieno di squali perchè è solo così che ci onora la nostra vita. Amate cribbio, date come non avete mai fatto, imparate a conoscervi e a superare i vostri limiti, fuori dagli schemi, fuori anche dalla vostra portata forse, ma provate ad essere più elastici per amor del cielo.

Bidibi bodibi bu

La vita è già così complicata che è un peccato non condividerla con trasporto, con follia, con pazzi colpi di testa, no? Diciamo -ma lo sapete già-che la mia razionalità svanisce ogni volta che parlo d’amore, vero? Certo se poi gli amici alimentano la mia demenza regalandomi libri di Dickens allora siamo apposto!!

Aprite il cuore al nuovo giorno anche se è inverno, fa freddo, c’è la nebbia, il vento ed io ho il raffreddore e devo comunque andare al lavoro, aprite il cuore perchè se non lo aprite ammuffisce e poi non lo si sistema più, anche con l’aiuto dell’anti-muffa!!!

Vostra propositiva I.

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Spring-Time

Marzo è stato un mese densissimo di eventi, lavoro e festeggiamenti, il 17 i Centocinquantanni d’Italia, il 25 Venezia ha festeggiato i suoi primi 1590 anni, il 21 è iniziata la primavera (non mi fido ancora troppo però di queste bellissime giornate tiepide di sole, è già capitato che i miei sogni di mare ad aprile si siano infranti sotto la neve…), le vacanze romane … e poi come dimenticare le gite scolastiche, con le orde di fanciulli che scorrazzano tranquilli in tutti i musei e per le calli!

Ottimo dunque, se non fosse per la mia caldaia. Ci lega da anni un rapporto di amore/odio, l’amo perchè d’inverno quando fa freddo mi riscalda ma la odio perchè è meteoropatica e quindi al cambio di stagione non funziona più, non si palesa con starnuti, come i migliori allergici, ne con colpetti di tosse, bensì nel peggiore dei modi: sviene! La sua pressione è talmente bassa da non riuscire a fare le cose basilari come scaldare l’acqua con la conseguenza che io mi faccio la doccia fredda e la insulto. Non è un comportamento maturo il mio, lo so. Ha dei problemi interni, la pressione bassa, la spossatezza da inizio primavera ed io la tratto male, l’altra mattina le ho pure tirato un pugno… Ma dopo che vari specialisti l’hanno visitata e curata, il fatto che non sia ancora in forma mi fa innervosire.

Quando si stabilizzerà andrà tutto bene, a volte si confonderà e aprendo l’acqua fredda, uscirà bollente, ma quello si chiama eccesso di zelo, lo so che lo fa per compiacermi e farmi capire che può fare anche quando non le viene richiesto nulla di eccezionale…

Ah caldaia, croce e delizia della mia vita veneziana, quando capirai che l’unica cosa che ti chiedo è fare il tuo dovere, nulla di più e nulla di meno? Beh, aspetterò come ogni anno che si stabilizzi il tempo, per impostarla nella direzione giusta da seguire e poi, solo amore tra di noi. Per ora vinci tu, col malessere primaverile, con la mollezza che contraddistingue queste belle giornate di fine marzo, ma domani sarà il primo aprile, non mi fare scherzi, so che adori farne, sei giocosa, ironica, ma a volte risulti pesante, troppo piena di te e quindi antipatica, fattene una ragione!

Concedimi il beneficio del dubbio, fammi sperare nella tua innata capacità di equilibrio.

Tua e vostra I.

Vacanze romane, io & te

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Per quanta dolce camomilla ci sia nello shampoo ormai è indubbio che se la schiuma scende sugli occhi brucia. Questa piccola ma saggia frase potrebbe essere parificabile al fatto che anche la cosa più dolce che possa accadere alla fine brucerà gli occhi. Ma siamo noi che ormai crediamo a tutto e quindi siamo dei poveri boccaloni o è un altro il fatto, che capita così di rado di ricevere dolcezza che quando capita ci sciogliamo come meringhe al sole senza riflettere? Ah che dilemma, sono una meringa oppure una boccalona? Beh in entrambi i casi non ci faccio una bella figura, proprio no. Analizziamo.

Siamo noi donne che cerchiamo il bello comunque e ovunque anche dove di bello non c’è nulla o forse è la vecchia storia del “ma io ci vedo qualcosa di buono li sotto, io so, lo sento, che se si comporta così è per paura, per sfiducia, per timore di qualcosa di grande, per insicurezza, per..per…” basta, accidenti, basta, non ci sono nè se e nè ma, le cose si fanno e si dicono per un motivo, e se passa l’attimo giusto, tutto il resto del tempo non serve, se si vuole qualcosa o qualcuno si fa in modo (ogni modo è consentito) per averlo, se non si fa nulla significa che alla fin fine andava bene così. Punto e a capo.

Oggi sono interessata a sviscerare questo tema perchè m’interessa davvero, ci son troppe domande nelle relazioni, sono adorabili certamente, piene di accorato sentimento ed egocentrismo, piene di incertezze e volontà di vincita e possesso, mille domande che ci affliggono perchè non è di insicurezza vera che si parla, ma in fondo la cosa importante è essere il primo pensiero e l’ultimo di qualcuno che ci interessa. Troppe canzoni e troppi film ci hanno condizionato la vita, l’happy ending che aleggia sopra ad ogni storia porta a vivere pieni di fatalismo e incuranti dei segni che la realtà ci manda continuamente. Svegliatevi bambine, oggi no: piove, ma spesso il sole spende su di voi, sulle vostre bellissime imperfezioni, sui vostri cuori fragili, sui nei e sulle insicurezze, su quel che voi odiate di voi stesse e che invece è amato da qualcuno che non ve lo dirà mai.

La vita è fatta di attimi, lunghissimi e brevissimi attimi, che uniti insieme fanno quel che siete voi, quel che sono io, le cose importanti esistono e non sono legate a insulse domande sul se e sul ma piaccio o no, le cose importanti sono fuori e dentro di ognuno di noi, il luogo preciso io non lo so, ma c’è, è lì, non è visibile, ma è bellissimo, dove tutto quello che si pensa di non essere e si è, è la profonda comprensione, è il luonge-bar del vostro cuore, è la morbidezza della buccia della pesca, è la doccia fresca dopo una giornata caldissima, è la camomilla calda la sera dai piedi ghiacchiati, è una telefonata inaspettata, è un thè alla pesca con gli amici al bar, è un abbraccio improvviso al quale si reagisce come un manichino di legno, è l’attimo in cui ti commuovi e non sai il perchè, è l’attimo nel quale dici esattamente quello che vuoi dire, senza compromessi, senza frasi fatte, senza citazioni da film e senza parlare coi termini aziendali che fa tanto chic.

Non siamo macchine, non siamo boccaloni, nè meringhe (tranne in alcuni casi specifici, ma possiamo chiaramente nasconderlo!) siamo solo quello che siamo, sbagliamo pure, ma rendiamocene conto per carità, liberiamoci da imposizioni e standard, basta con pretese inutili, basta con ammiccanti sorrisi bohemiennes, basta con le poche mosse ben piazzate, basta con gli schemi prefabbricati e utili sempre, ad ogni occasione, liberi accidenti, sennò ci si pentirà sempre di quel non detto, di quel non fatto, di quel colpo di testa che può farci cambiare punto di vista, che può rompere gli schemi, che può farci sentire per un attimo persone migliori o quantomeno, vive e libere di sentire quel che si sente.

Libertè ma cherie.

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